da suor Benedetta Chinellato

Carissimi amici,
vi scrivo dall’ex lazzaretto di Agua de Dios, in Colombia, luogo della fondazione dell’istituto religioso a cui appartengo: le Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, della Famiglia Salesiana.
In questo piccolo paesello, ancora oggi abitato da alcune persone malate di lebbra, un tempo luogo di sofferenza e abbandono, di solitudine e dolore, il Signore ha voluto chiamarmi per prepararmi al mio “sì” definitivo, nella professione perpetua dei voti religiosi di castità, povertà e obbedienza.
Questo è stato uno dei luoghi più significativi della mia prima esperienza in Colombia, ormai 13 anni fa. Cercavo la mia strada per servire il Signore e Lui mi ha fatta commuovere al conoscere le bambine dei nostri orfanotrofi, vittime di povertà e violenza, e mi ha fatta fin da subito sentire a casa qui, in questa “città del dolore” che il nostro Fondatore è riuscito a trasformare, durante la sua giovane vita, in “città della speranza”.
Qui, nella nostra cappellina, diventata santuario qualche anno fa, riposano i suoi resti.
Aveva solo 19 anni ed era seminarista, il giovane Luigi Variara, quando chiese e ottenne da Maria Ausiliatrice, la grazia di poter dedicare tutta la sua vita ai malati di lebbra della Colombia. Ordinato sacerdote a Bogotà, conobbe nel confessionario la vocazione religiosa di alcune giovani malate o figlie di malati di lebbra, allontanate dalle famiglie e costrette alla vita del lazzaretto, senza alcuna possibilità di poter diventare religiose, a causa della loro malattia.
Così nacque il nostro Istituto: dalla consapevolezza che Dio non conosce barriere e sa fare cose meravigliose in tutte le nostre povertà, anche in quella della malattia e dell’isolamento.

Una settimana fa, poco dopo il mio arrivo a Bogotà, la notizia della morte di Don Alessandro Zubiani, che avevo salutato poco prima di partire, mi ha raggiunta in modo inatteso, creando una grande tristezza in me: come tanti di voi ho perso un amico e un caro fratello nella fede.
Eppure lo sento vicino: lui che aveva promesso di venirmi a visitare presto, ora so che non conosce limiti di tempo e di spazio, per stare accanto ad ognuno di noi nel nostro cammino di fede.
La sua scomparsa prematura mi invita a dire con coraggio il mio “sì” al Signore, a “scommettere la vita” su quello che davvero conta. E a me sembra di averlo trovato qui, in questo lazzaretto, quello che davvero conta. E sono felice che il prossimo 8 dicembre, la mia professione perpetua si svolga qui!
Nell’ultimo dialogo con Don Alessandro, lui mi diceva di aver conosciuto l’Amore di Dio fin da piccolissimo, dall’amore dei suoi genitori e amici, e si meravigliava di come il Signore avesse raggiunto anche me, nonostante io abbia una storia molto diversa dalla sua.
Qui mi guardo attorno e mi sento parte di tutte le persone che Dio raggiunge nel dolore e nella prova, e mi sento immensamente “fortunata”, o meglio “benedetta”!
Auguro a tutti voi, di tutto cuore, di lasciarvi raggiungere da Dio.
Non sono le circostanze che fanno la differenza: per Lui le circostanze possono essere sempre favorevoli. Lasciamoci incontrare e conosceremo le Sue meraviglie e il Suo grande Amore per noi!

Vi chiedo una preghiera anche per me, che mi preparerò a breve con gli esercizi spirituali, alla celebrazione dell’8 dicembre.

Vi porto nel cuore in questo luogo speciale, ma soprattutto e sempre davanti al Signore.
Con tanta gratitudine e affetto

Agua de Dios, 26 novembre 2021
Suor Benedetta Chinellato

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