Grande fiducia in Dio

 

“Dì a Giovanni che non si scoraggi. Che confidi nell’aiuto della Madonna che è madre di tutti noi. Che si impegni in quello che sta facendo. Noi in qualche modo riusciremo ad andare avanti, con l’aiuto e l’intercessione di Maria”.
Giovanni è il secondo figlio della signora Teresa. Ha vent’anni e si trova a Matola, vicino alla capitale del Mozambico Maputo, nel seminario comboniano. Ha deciso di diventare missionario. Si trova a circa duemila chilometri da casa.
È il mese di agosto e sua sorella Maria di quindici anni muore di colera.
Avendo saputo della morte di Maria, e trovandomi a passare vicino al villaggio dove abitava la famiglia di Giovanni, decido di passare a dare le condoglianze a mamma Teresa che è vedova da circa un anno. Il marito Dinis infatti era morto in ottobre dell’anno anteriore, poco prima che Giovanni entrasse in seminario.
A casa rimangono ora, oltre al figlio maggiore, altri quattro figli piccoli.
Chiedo a mamma Teresa cosa devo dire al figlio Giovanni quando lo troverò nel seminario di Matola. La risposta è quella che ho trascritto all’inizio.
Parole simili a quelle delle nostre sante mamme che tante volte ho ascoltato, espressione di una grande fiducia in Dio e di una lunga e assodata tradizione cristiana ereditata.
Tante volte in questi anni di vita missionaria ho ripensato a quell’incontro arrivando sempre alla medesima conclusione: se in Mozambico, continueranno ad esserci mamme come quella di Giovanni, la fede in Gesù Cristo diventerà sempre più sicura e forte tra questa gente.
Oggi mamma Teresa continua a portare avanti la sua vita a Mocuba. Vive in una piccola casa col tetto di lamiere, vicino alla casa del figlio maggiore. Giovanni è sacerdote missionario comboniano e da nove anni si trova in Sudan ad annunciare il Vangelo. La mamma continua a partecipare attivamente alla vita della comunità cristiana del quartiere di Mocuba dove vive.
Con la preghiera segue il lavoro missionario del figlio Giovanni che ogni tre anni viene a farle visita.
Ricordo che quando Giovanni aveva deciso di entrare in seminario, io ero molto preoccupato per la situazione di estrema miseria in cui viveva la famiglia. Era miseria vera, non la povertà dignitosa in cui vivevamo noi 50 anni fa in Italia, ma l’aiuto e l’intercessione della Madonna non sono mancati.

Padre Giorgio Giboli

 

-dal sussidio diocesano per la Quaresima 2020 Servi per amore nel mondo

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