Frutti di speranza

Pucallpa 19/12/2021

Carissimi amici, benefattori e volontari di buona volontà,
si avvicina il Santo Natale e l’inizio del 2022 e come ogni anno voglio farvi sentire il mio bene, la stima e la grande riconoscenza che ho nei vostri confronti. Una riconoscenza che sarebbe giusto esprimervi almeno una volta alla settimana e non con una lettera a fine anno!

Ringrazio il Signore di non essermi ancora abituato a ricevere ogni mese le donazioni frutto dei vostri sacrifici, ma di stupirmi ogni volta che riesco a coprire tutte le spese e a poter dire ancora dei SI (anche in epoca di pandemia), di poter mandare a studiare dei miei parrocchiani delle Case di don Bosco e mantenerli per 5 anni o di poter accogliere altri bambini nella casa Barcoiris.

La fedeltà di ognuno di voi mi ha permesso quest’anno di poter vedere con più chiarezza alcuni piccoli frutti (o segni positivi) di ciò che è stato seminato da quasi 13 anni. Frutti e segni che mi danno speranza e voglio condividere con voi come regalo da darvi.

I primi frutti sono alcuni bambini che ho preparato alla Prima Confessione e Comunione quest’anno, che avevo benedetto quando ancora erano nel grembo della loro madre, che ho battezzato da neonati ed ho visto crescere domenica dopo domenica in parrocchia, tra i banchi della chiesa.

Un’altra gioia è vedere ragazzi e ragazze che han fatto oratorio e ricevuto i sacramenti, entrare nella marina, nella polizia, altri aiutati da noi stanno facendo i professori e sono buoni educatori, altri sono entrati quest’anno all’università con il desiderio di migliorare la società e non con il chiodo fisso di avere un titolo di studio per far carriera e guadagnare soldi (un ritornello che sentono da ogni parte).

Vedo come il cammino fatto in questi anni da tanti ragazzi non è stato inutile, anche se la maggior parte di loro non partecipa più alle attività della parrocchia. I sacramenti che hanno ricevuto hanno lasciato in loro un segno indelebile e paradossalmente, anche chi si è perso nel mondo della droga, quando decidono di chiedere aiuto e riprendere in mano la loro vita hanno una marcia in più per potercela fare… in fondo sanno di essere importanti per Dio e che c’è sempre chi li aiuta, parchè hanno ricevuto la Buona Notizia.

Un altro frutto bello è l’armonia che si è creata nella cooperativa degli Artisanos don Bosco, gli artisti del legno sempre più apprezzati a Pucallpa per il loro lavoro. Pur essendo oramai una quindicina non sono mai rimasti senza richieste di lavoro grazie al loro impegno ma anche alla dedizione e capacità di Gabriele. Non sono tanto fedeli alla Santa Messa ma sono costanti e lavorano sodo nell’impegno del lavoro gratuito del sabato mattina.

Il fiore all’occhiello profumato che mi riempie sempre di stupore e gioia (insieme ad una costante preoccupazione) è la casa Barcoiris, in cui quest’anno in maniera particolare si respira un clima di famiglia, tra i 23 minorenni accolti, la responsabile Maria Lucy, la segretaria, la psicologa, l’assistente sociale, le “mamme sostitute”, le donne delle pulizie, ecc. Capita spesso che le persone che visitano i bambini sottolineano il fatto che li vedono felici e non sembrano che vivano in un orfanotrofio…

Quale sarà il segreto? Io credo che: Suly (17 anni) con sua figlia Tiziana (4 anni), Mercy (17 anni) con sua figlia Fatima (2 anni), Margarita (14 anni) con suo figlio Josè (1 anno), Leonilda (17 anni), Bethzy (17 anni), Emerson (13 anni), Daniel (12 anni? Senza documenti…), Josè Antonio (12 anni), Cielito (11 anni) con suo fratellino Humberto (9 anni), Romina (5 anni) con sua sorella Nataly (4 anni), Alexia (1 anno), Asucena Bertha (6 mesi), Dixon (6 mesi), Angel Gabriel (3 mesi) e Chuno, disabile che vive in parrocchia, sono sereni e felici perché si sentono trattati come figli e non come “casi” o numeri per le statistiche, ma anche perché sono coperti dalle vostre preghiere, dalle preghiere dal cielo di padre Ugo, di Nadia, di don Alessandro, di don Roberto, di Giulio, padre Daniele, padre Giorgio… Mons. Ivo, madre Flavia.

Sono coperti e protetti anche dalla vostra fatica costante, anno dopo anno, di tutti voi che lavorate gratuitamente al mercatino, che regalate e raccogliete viveri, che svuotate i cassonetti degli stracci, che preparate ravioli, che fate lavoretti e bancarelle o che donate parte dei vostri risparmi.

Sarebbe bello potervi scrivere di ognuno di questi bambini e di quelli più poveri che vivono vicino alla parrocchia, mi limito a dirvi che con il nostro aiuto, cioè il vostro, tutti migliorano sotto ogni aspetto, restando poi con tanti difetti… Spesso ci è naturale giudicare le persone, i poveri, senza però considerale i traumi che hanno avuto ancora prima di nascere, nutrendosi di problemi già dal cordone ombelicale, senza considerare il vuoto che hanno sofferto per la carenza di amore, cibo e calore, per la mancanza di valori ed educazione. Così ci sentiamo migliori, superiori… Per questo Gesù è venuto nel mondo: “Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1 lettera di San Giovanni 3,8)… Dio si è fatto uomo 2021 anni fa proprio per distruggere i nostri schemi e dirà chiaramente che gli ultimi saranno i primi nella graduatoria del cielo.

Ad esempio, se io vedo la mia vita, sono nato pieno d’amore in una bella famiglia, con bravi amici, una bella comunità, un bel paese, una buona scuola, ecc… anche se sono missionario non ho fatto tanti progressi dalla mia situazione iniziale paragonandomi a tante persone che ho conosciuto qui, nate in situazioni terribili che, con l’aiuto del Signore e di persone buone sono migliorate tanto, facendo tanti sforzi.

Il vecchio Simeone disse a Giuseppe e Maria del bambino Gesù: “…è segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori”. Anche i poveri e i bambini indesiderati sono segni di contraddizione, c’è chi è deciso ad abbandonarli e chi è deciso ad accoglierli.

Quando a fine luglio ci chiesero di accogliere Dixon nella casa Barcoiris, ho chiesto il parere di Maria Lucy e Giovanna, perché ci avevano detto che era positivo all’AIDS, come la mamma di 19 anni che lo aveva lasciato in ospedale. Senza dubitare mi han detto che l’avrebbero curato con tutte le precauzioni. Una decisione così svela i pensieri del cuore, decise nell’accogliere!

Il bambino dopo il trattamento di protocollo è sempre risultato negativo ad ogni controllo e oramai dicono che la possibilità che sia sieropositivo sono ridotte dello zero virgola per cento. È una gioia vederlo crescere sano, buono e coccolato da tutti, con i suoi bellissimi occhi verdi di varie tonalità.

Guadalupe e Maria Nieves passeranno invece questo Natale con le loro famiglie adottive a Lima, così anche Milton nella famiglia che lo ha accolto per 3 anni in affido.

Quest’anno poi abbiamo la grande grazia di avere in parrocchia una ragazza dell’OMG venuta per regalare 6 mesi ai poveri, Miriam di 22 anni del Trentino che sta studiando per diventare maestra, è un grande aiuto, lascerà un vuoto quando tornerà in Italia. Uno dei primi commenti che mi aveva fatto era stato: “Sono proprio stata fortunata nella mia vita!”. Si sta prendendo a cuore i bambini di Barcoiris ed alcuni poveri in particolare; sta già pensando a come aiutare quando tornerà in Italia.

L’augurio per tutti è che possiate sentire la vera pace e la vera gioia che viene dal Signore, non quella del mondo che sono come l’euforia passeggera di un bellissimo gol poi annullato dal VAR…

Dio vi benedica, vi riempia di pace, saggezza e fortezza.

Grazie, grazie e ancora grazie.

Vostro, padre Massimo

P.S [Nota politico-polemica]: se vi ricordate ad inizio anno con il Vescovo siamo andati a chiedere aiuto per la casa Barcoiris al presidente regionale, e ci disse che nel 2022 forse ci avrebbe aiutato, così potevate riposare un poco… ma in questi giorni l’hanno arrestato con 15 collaboratori. In più per la sua cattiva gestione ci deve ancora pagare tutto il lavoro che i nostri ragazzi hanno fatto per l’ospedale nuovo di Pucallpa… altro che ricevere gli aiuti… dobbiamo portargli le arance in carcere.

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