Dio chiama ciascuno per nome

Pucallpa, 09/12/2018 (22 anni dalla morte di mio papà Giancarlo)

Carissimi e stimati amici, fratelli, compagni di battaglia,

come sempre ma soprattutto alla fine dell’anno mi sento in gran debito con ognuno di voi per il bene che mi dimostrate in diversi modi ma fedelmente durante tutto l’anno. Con questa lettera di Natale non voglio ringraziare tutti, ma ognuno di voi personalmente e dirvi “GRAZIE DI CUORE, TI VOGLIO BENE”, chiamandovi per nome. A proposito di chiamare per nome, mi hanno riferito che all’ufficio anagrafe di Pucallpa, dopo la consegna del pallone d’oro, vari bambini sono stati registrati con il nome Luca Modrich. Il 23 dicembre avrò l’onore di battezzare Ibrahimovic Levandowski, un bambino di 7 mesi. Domani invece, se tutti i documenti dell’ospedale sono pronti, accogliamo nella casa Barcoiris una bimba di poche settimane senza nome: N.N.. Il segretario del giudice venerdì mi ha detto che la bimba è stata trovata su un marciapiede da una signora che l’ha portata subito in ospedale a Yarina in fin di vita perché faceva fatica a respirare. Decideremo un nome e la battezzeremo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Sarà il primo passo per riempire il vuoto di questo N.N. che mi suona tanto come il “nulla” che ha ricevuto questa bimba nei 9 mesi nel ventre e nelle prime settimane di vita, una bambina che solo ha sentito di essere un problema, prima per la mamma, poi per il giudice e l’ospedale.

Anche il concepimento del bambino di nome Gesù poteva essere visto come un grande problema, un grande peso per Maria, mentre lei canta pregando la sua gioia. Tutto è cambiato nella storia e nessuna persona è un problema, un peso, da quando con coraggio Maria ha detto “Sì” all’angelo Gabriele che gli ha annunciato: “… Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. Grazie a questa nascita e a questo nome che ci salva gratuitamente, tutti abbiamo la certezza di essere amati in modo unico e particolare da Dio, che ci chiama per nome e che solo desidera che ci realizziamo amando nella libertà, vivendo il regalo della nostra vita in modo autentico, senza scimmiottare nessuno, senza maschere, senza copioni prestabiliti, perché ognuno è unico e irripetibile, un’opera d’arte! Per questo è così bello festeggiare il S. Natale e ricordare la Nascita del figlio dell’umile, giovanissima contadina Maria. È festa perché la nascita di Gesù dà senso alla nostra nascita e quello di ogni uomo. Il più grande regalo di Dio è suo figlio; senza di Lui la vita, soprattutto dei poveri, sarebbe una fatica inutile, un peso infernale, uno scherzo di cattivo gusto, un eterno N.N.. Gesù stesso dice a Pilato il motivo per il quale è nato: “… per dare testimonianza alla Verità” (Gv 18,37) (questa è la frase che abbiamo scritto sopra il presepe nella nostra chiesa). Gesù testimonia la Verità, ciò che esiste veramente, DIO, AMORE infinito ed eterno, più in là del tempo e dello spazio; che è vicino, anzi, che entra nel cuore di chi prende sul serio l’AMORE camminando sull’impronta di Gesù della Verità e Bontà, come sempre ha insegnato il grande padre Ugo, che fino all’ultimo ha avuto paura delle bugie e consigliava a tutti di essere Sinceri e Buoni.

Mentre guardavo il padre Ugo nella bara pensavo a quanto ha desiderato Dio e quanto lo ha cercato aiutando migliaia di persone. Mi sono commosso nel percepire la sua bontà anche nel riposo ultimo e nel vedere una gran fila di persone che volevano salutarlo pregando sulla sua salma, persone di tutte le classi sociali e di tutte le età. Dal politico al campesino, dall’operaio al professore, dai lucidascarpe delle strade di Lima al Cardinale. Ha unito tutti! Quanti nomi avrà presentato impressi nel cuore il padre Ugo davanti al Signore? Quante persone nuove dobbiamo ancora incontrare nel nuovo anno? Quanti nomi ancora noi dobbiamo incidere nel nostro cuore? Quanto spazio dobbiamo preparare togliendo egoismo e pigrizia?

Mi piacerebbe scrivervi il nome e la storia di ogni persona che nel 2018 grazie a voi abbiamo potuto aiutare, tutti quelli che hanno potuto ricevere la fede, i sacramenti, un lavoro, viveri, vestiti, cure, istruzione, documenti, alloggio, un consiglio, una sgridata, un gioco, un sorriso, un abbraccio o una pacca sulla spalla… un nome! Mi limito a scrivere solo i nomi dei bambini che attualmente vivono con noi: Sully e la sua bimba Tiziana Esperanza (che ieri ha fatto i primi passi decisa!), Maria, Sheyla, Coraly, Liria, Emily, Maria Nieves (nata il 5 agosto e anche lei arrivata senza nome), Chuno (il ragazzo con la sindrome di Down senza storia…)… e domani accoglieremo la nuova bimba, non come un peso ma come un regalo di Dio.

Nella grande città di Pucallpa quello che noi facciamo è proprio un puntino, ma cerchiamo in qualche modo di annunciare la Verità che Gesù è venuto a testimoniare 2018 anni fa nella fragilità e vulnerabilità di un vero bambino che ha sofferto, sudato, pianto, riso, lavorato, che si è commosso, si è sporcato, si è infastidito… che si è lasciato uccidere senza finte o controfigure, solo per Amore. Credo che la priorità a Pucallpa, come in tutte le missioni del mondo, sia formare uomini autentici e liberi, aiutandoli ad ascoltare la voce del Padre di Tutti, che chiama ognuno per nome. Uomini con un cuore grande, che non si vendano e non si facciano imbrogliare dalle false mode del mondo, dalle luci attraenti dei soldi, dei cellulari, dalle droghe e da tutti i tipi di vizi che schiavizzano senza pietà.

Questo è quello che cerchiamo di fare con l’oratorio, con la scuola di falegnameria, mandando i ragazzi nelle altre case di don Bosco fuori Pucallpa, nella cooperativa di artigiani artisti del legno, nella squadra di calcio e in tutte le altre attività della parrocchia. È fatica ma non molliamo. Un frutto bello di questi anni è il Gruppo della Carità, formato da ragazzi che si trovano per fare campi di lavoro per mandare i soldi guadagnati a Chimbote e realizzare il sogno di padre Ugo degli asili.

Credo che una persona è veramente libera quando è felice e serena di sporcarsi e sudare per il bene degli altri, quando è contenta di impoverirsi di qualcosa per arricchire altri, quando respira regalando. GRAZIE per essere persone libere che aiutate a liberare. Vi auguro un Santo Natale autentico, senza maschere e imitazioni e un 2019 senza paure, ansie, ma aperti ed attenti ad ogni novità che la fantasia di Dio mette sul nostro cammino. Il padre Ugo, come don Bosco, faceva sentire ognuno voluto bene in modo unico. Pregate perché anch’io impari a voler bene veramente senza distrazioni.

Vi ricordo sempre nelle mie preghiere,

con tanto bene e stima grande, vostro padre Massimo

Il giorno dopo aver scritto la lettera padre Massimo è andato in ospedale per prendere la nuova bimba! Le hanno già dato un nome: si chiamerà GUADALUPE.

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